Food&Grocery sempre più online, già 812 milioni di euro nel 2017 (+37%)

Food&Grocery sempre più online, già 812 milioni di euro nel 2017 (+37%)

Cresce impetuosamente il mercato online del Food&Grocery in Italia, con un valore che nel 2017 è di 812 milioni di euro (+37% rispetto all’anno precedente), dei quali 708 dell’alimentare (+39%), riconducibili per il 38% alla gastronomia, per il 34 all’alimentare e per il 28 alla ristorazione, e 104 della componente Health&Care (+26%). Se dagli acquisti dei consumatori italiani si passa a considerare le vendite da siti italiani a consumatori italiani e stranieri, il giro d’affari raggiunge gli 892 milioni di euro (+35%). L’Export digitale incide per circa il 7% delle vendite del settore e rappresenta il 2% circa dell’Export e-Commerce complessivo. Malgrado questo il Food&Grocery incide ancora poco nel mercato e-Commerce B2c italiano, soltanto il 4% di un business complessivo di 23,1 miliardi. È la fotografia scattata dalla diciassettesima edizione dell’Osservatorio eCommerce, presentato nel Camping Bovisa di Milano e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano.

Molte le contraddizioni emerse. «L’alimentare – sottolinea ad esempio Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano – è la prima voce di spesa nel paniere degli acquisti dei consumatori italiani eppure l’e-Commerce in questo comparto non è ancora sufficientemente sviluppato nel nostro Paese. L’incidenza degli acquisti online è ancora pari allo 0,5% del totale acquisti Retail del settore, un valore pari a un decimo della penetrazione media dell’e-Commerce nei prodotti (4%) e significativamente inferiore a quello registrato dal Food&Grocery nei mercati e-Commerce internazionali più evoluti (8% in UK, 6% in Francia e 2% in Germania e USA)”. Qualche segnale di cambiamento però c’è. «Stiamo osservando – fa notare Perego – un cambio di passo riconducibile a diversi fenomeni, come l’avviamento e il potenziamento di iniziative online della grande distribuzione, il consolidamento di interessanti progetti in ambito Enogastronomia, lo sviluppo di servizi innovativi, come il same day delivery, e la rapida espansione del segmento della Ristorazione».

Tra i prodotti più acquistati online nell’alimentare ci sono con il 54% i “secchi” (ossia confezionati, incluso il caffè), con il 31% i prodotti “freschi” (inclusi il cibo pronto e verdura/frutta), con il 9% le bevande alcoliche (birra, vino, distillati e liquori), con il 5% le bevande analcoliche (acqua, bibite e succhi) e con l’1% i prodotti surgelati.

«In un comparto – dice Valentina Pontiggia, direttore dell’osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano – caratterizzato da offerta molto ampia, elevata complessità di prodotto (deperibilità, fragilità), alta difficoltà delle operations e della logistica e laboriosità del processo di acquisto (elevato numero di pezzi per ordine, domanda ricorsiva), diviene prioritario per gli operatori garantire un’esperienza d’acquisto fluida, semplice ed efficace che riesca da un lato ad attrarre nuovi web shopper e dall’altro a fidelizzare quelli vecchi. Innovare e semplificare l’esperienza del cliente significa sia migliorare le presentazioni dei basics (gamma, prezzo e servizio) sia ideare nuovi modelli di business, grazie ad esempio all’integrazione tra canali fisico e online, e utilizzare nuove tecnologie»

«Nel mondo ci sono oggi circa 1,5 miliardi di online shopper, di cui 20 milioni sono italiani e di questi, circa il 24% ha acquistato almeno un prodotto alimentare negli ultimi 6 mesi – dice Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, secondo cui però – questa percentuale non è ancora sufficiente a trainare l’industria digitale del Food&Grocery e a permettere all’Italia di competere a livello internazionale. Vi è ancora molta polverizzazione a livello dei player e ciò non consente al nostro Paese di fare sistema in modo efficace».

«Nel Food&Grocery, contrariamente a quanto avviene mediamente nell’e-Commerce B2c italiano – spiega Riccardo Mangiaracina, direttore scientifico dell’osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano – sono gli operatori tradizionali (retailer e produttori) a ricoprire un ruolo dominante, con il 59% del valore delle vendite nel 2017. Tuttavia stiamo assistendo a un’inversione di tendenza dovuta alla crescita elevata delle Dot Com (la cui incidenza sul settore passa dal 32% del 2016 al 41% del 2017) anche grazie al rapido sviluppo del segmento legato alla consegna dei piatti pronti».