E-commerce, i Big della distribuzione ora investono. Da Walmart ad Alibaba

E-commerce, i Big della distribuzione ora investono. Da Walmart ad Alibaba

Da minaccia ad opportunità: sta diventando (finalmente?) questo l’e-commerce – o, meglio, l’omnicanalità – per i Big della grande distribuzione mondiale. A cominciare dal primo e il più grande, l’americano Walmart. Che ha alla fine deciso di sfidare Amazon sul suo terreno, le vendite online: dopo l’acquisizione l’anno scorso di Jet.com per 3,3 miliardi di USD (vedi Walmart compra Jet.com e sfida Amazon sull’e-commerce) la strategia dell’insegna sembra essere quella di differenziare non solo i canali di vendita (anche utilizzando una rete di store forte di 4.800 punti vendita) ma anche i target, raggiungendo con l’online fasce di clienti che finora erano sfuggiti per la sua immagine di retailer dai grandi numeri e prezzi bassi.

Deus ex machina della nuova strategia sarebbe Marc Lore, co-fondatore di Jet.com ed ex dirigente Amazon. Solo quest’anno sono state già fatte altre tre acquisizioni, tutte nell’abbigliamento, settore in grande ascesa nell’online, che strizzano l’occhio ai Millennials. In gennaio Shoebuy.com (per 70 milioni di USD), in febbraio Moosejaw (per 51 milioni di USD) e in marzo ModCloth. Ed ora pare sia la volta di Bonobos, chicchissimo sito di e-commerce di abbigliamento maschile che sta andando sul fisico ed è noto per proporre abiti dal taglio ideale.

I risultati non hanno tardato ad arrivare: la crescita nel primo trimestre del 2017 (con ricavi a 117,5 miliardi di USD, +1,4%) spinta dagli ottimi risultati dell’e-commerce (cresciuto del 63%) ma anche il successo del click and collect, aumentato del 27%.

Non solo: sull’onda di Amazon Go, che ha fatto i titoli come primo supermercato senza cassa (che per ora tarda ad aprire al pubblico anche per problemi di supporto di grandi flussi) si parla di dotare i punti vendita Walmart più grandi di schermi touch scan-and-go e display per accedere agli ordini su Walmart.com, sempre in un’ottica omnicanale.

Intanto nel secondo mercato mondiale, la Cina, il colosso Alibaba investe pesantemente (si parla di un miliardo di USD) nella consegna di pasti a domicilio, puntando su Ele.me, secondo player di food delivery in un mercato, quello del mobile commerce cinese, che quest’anno potrebbe raggiungere i 1.100 miliardi di USD. Tanti i partecipanti ma altrettanto immense le opportunità nel Paese asiatico, dunque, per il cibo che viaggia su ruote.