Apre a Milano CrudoCotto, il ristorante firmato Rovagnati

Apre a Milano CrudoCotto, il ristorante firmato Rovagnati

Un’officina del gusto in bilico tra tradizione e innovazione: è questo, secondo l’ambizione di chi lo ha pensato, l’obiettivo di CrudoCotto by Rovagnati 1943, il concept store inaugurato lunedì scorso a Milano, al numero 41 di corso Garibaldi dalla nota azienda produttrice di salumi. Nel ristorante vengono offerti piatti creati secondo le ricette tradizionali italiane ma con un occhio alle tendenze della gastronomia internazionale, secondo quello che è il dna aziendale. Le ricette sono tutte creazioni di Paolo Rovagnati.

Lo spazio di corso Garibaldi è aperto tutto il giorno, dal lunedì al giovedì dalle 7 alle 23 il venerdì e il sabato dalle 7 a mezzanotte. Un luogo quindi dove fare una capatina per colazione, per pranzo, per l’aperitivo e per cena e in ogni momento della giornata. Per ogni ora ci sono più soluzioni, con spazio anche per piatti dolci. Una delle novità della formula è il cosiddetto “formato sfizio”: è infatti possibile ordinare il proprio piatto e accompagnarlo con una o più combinazioni di altri piatti in versione “tapa”. Lo scopo è quello di condividere il cibo con gli amici, oppure di assaggiare un po’ di tutto. Tra le proposte, salumi e formaggi accompagnati dallo gnocco fritto (i salumi sempre affettati al momento e a freddo con le storiche macchine Berkel oppure a mano), o i saltimbocca di branzino e Pata Negra.

I cuochi sono coordinati dall’Executive Chef Mario Fresu (già sous-chef presso il Boscolo Restaurant&Bar) e creeranno i piatti utilizzando prodotti freschissimi e italiani, in una spaziosa cucina a vista sulla sala del Prosciutto Wine Bar&Restaurant. Il wine bar in particolare ruota attorno a un bancone ornato di sgabelli ed è lo spazio privilegiato per l’aperitivo, che varia di giorno in giorno e ha due “misure”: per gli appetiti misurati il finger food, per chi ha più fame o deve andare al cinema o al teatro l’aperitivo “rinforzato”. Al sabato è invece dedicato il rituale del brunch.

Il design del locale è contemporaneo e industriale, vagamente futurista. Cerca di enfatizzare la dualità “crudo o cotto”. Per questo mixa materiali particolari, colori e luce: elementi declinati in modo profondamente metropolitano senza però abdicare alla provenienza naturale.