Wycon chiude il 2017 con 75 milioni di fatturato e 212 punti...

Wycon chiude il 2017 con 75 milioni di fatturato e 212 punti vendita

Con 75 milioni di fatturato, in crescita del 25% dai 60 milioni di chiusura del 2016, e 212 punti vendita di cui 170 in Italia, Wycon cosmetics, marchio di make up made in Italy nato nel 2009 con sede a Napoli ha chiuso un 2017 positivo.

A un anno di distanza dal passaggio a società per azioni e il relativo aumento di capitale a un miliardo di euro, i numeri confermano la posizione sul mercato del brand, a partire da un piano di aperture selezionate ma strategiche dei punti vendita, in Italia e all’estero. Il territorio nazionale vede infatti raggiunta la quota di 170 negozi, +25% rispetto al 2016, sia nelle aree dello shopping delle città che all’interno dei centri commerciali più importanti, con gestione diretta (30) o tramite franchising (140).

Consolidata la presenza nel mercato italiano, comunque oggetto di un progetto di crescita di circa 40 punti vendita all’anno per il triennio 2018 – 2020, l’azienda campana sta concentrando l’attenzione all’estero, dove è presente con 42 negozi monomarca: due a gestione diretta a Madrid e Anversa, e anche grazie ad accordi collettivi con partner commerciali in Belgio, Cipro, Grecia, Kosovo, Lettonia, Malta, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera, Ucraina, e Medio Orientali in Iran, Kazakistan, Mongolia. In particolare, l’area arabo asiatica è l’obiettivo delle aperture del 2018, dove, tra Egitto, Qatar, Emirati Arabi e India, apriranno 50 store.

“Per i consumatori italiani, il nostro successo è giustificato dalla qualità dei prodotti, dalla giusta fascia prezzo che possiamo garantire grazie all’assenza di intermediari nella rete distributiva, ma soprattutto dal livello di engagement che riusciamo a creare attraverso la nostra comunicazione, su tutti i canali, che si rivolge in modo coerente con i nostri target attraverso idee, in campagne e collezioni estremamente attuali e con uno storytelling sempre molto sentito, oltre il semplice concetto di “tendenza” – commenta Raffaella Pagano, co-fondatrice, AD e Responsabile Prodotto del brand -. All’estero, WYCON piace per la capacità di rappresentare temi di respiro internazionale e perché è un prodotto realizzato interamente in Italia, sinonimo di garanzia”.

 

Comunicazione innovativa e coinvolgimento sui social

Una drag queen o un modello maschile come volti per proposte make up, progetti benefici a sostegno delle campagne di ricerca e cause sociali, storie di eroine di tutti i giorni portate all’attenzione del pubblico, video virali che giocano su situazioni in cui tutti i consumatori possono riconoscersi, contest ed eventi per coinvolgere i clienti nella creazione di nuovi prodotti e racconti: il tutto è veicolato attraverso il sito e soprattutto i social network, con numeri in continua crescita, che al momento sfiorano i 260 mila follower su Instagram e oltre i 375mila utenti su Facebook, rispettivamente +30% e +10% rispetto a ottobre del 2017, confermandosi nella top 10 dei marchi beauty più influenti.
“La comunicazione digitale ci permette di raggiungere la nostra community ma anche di interagire in modo diretto, veloce e quantificabile, in modo da essere sempre pronti e attenti alle esigenze, ai suggerimenti, alle critiche e fare in modo che le attività siano sempre più apprezzate e seguite, in un dialogo continuo e attivo tra azienda e cliente” aggiunge Fabio Formisano, Direttore Marketing e Comunicazione.

“Ogni anno lanciamo oltre 24 capsule collection – seasonal, edizioni limitate, progetti speciali e collaborazioni, in base al riscontro che riceviamo possiamo decidere se inserire alcune referenze o tonalità nella gamma continuativa. Alcune delle nostre proposte make up e visual sono proprio frutto di segnalazioni di preferenze, a marzo abbiamo lanciato il progetto #NOONEEXCLUDED, che racconta il nuovo percorso del brand verso un panorama genderless e senza pregiudizi, e ci porterà alla selezione dei volti della campagna di una delle capsule estive. Non lo consideriamo frutto di una pura pianificazione marketing, ma la semplice evoluzione di un brand innovativo e dinamico, attento alla rivoluzione culturale in atto, dalla quale attinge per rompere gli schemi tradizionali e rendere un rossetto, un mascara, una palette di ombretti una scelta di lifestyle, nel quale il consumatore si rispecchia e vuole farne parte”.