Perché arte e retail è un matrimonio possibile: Japan Pop al Franciacorta...

Perché arte e retail è un matrimonio possibile: Japan Pop al Franciacorta Outlet

Arte e retail, un connubio utilizzato per rendere i luoghi del commercio più attraenti e interessanti: in questo senso si muove da tra anni il Franciacorta Outlet Village di Rodengo Saiano, alle porte di Brescia, che dal 6 aprile al 6 maggio presenta la mostra  “JapanPOP in Franciacorta: Takashi Murakami, Tomoko Nagao & more”, sulle ultime tendenze artistiche del Giappone. Ideata e curata da Christian Gangitano e realizzata in collaborazione con Deodato Arte, galleria che da sempre rivolge particolare attenzione alla Pop Art contemporanea e da cui proviene la ricca selezione di opere esposte, l’esposizione si compone di una cinquantina di opere di alcuni dei più noti artisti giapponesi ospitati all’interno di una boutique del centro e da un percorso espositivo en plein air che si sviluppa nelle vie e nella piazza con gigantografie, stencil, installazioni site-specific ed elementi gonfiabili tratti dalle opere di Tomoko Nagao.

Tamoko Nagao e la sua opera

Tomoko Nagao davanti all'opera La nascita di Venere (The Birth of Venus), riprodotta in gigantografia nella piazza dell'outlet. Consumo di massa, fast food e fast fashion e il fast travelling o voli low cost tutti in nome del brand.

 

Perché l’arte in un outlet?

L’abbiamo chiesto a Gianluca Rubaga, direttore Franciacorta Outlet e Luca Zaccomer direttore marketing di Multi Outlet Management Italy. Ecco cosa ci hanno risposto.

“Noi abbiamo una proposizione che è quello di essere una destinazione di visita e quindi non c’è solo il tassello della proposta commerciale ma c’è quello dell’intrattenimento, della cultura, c’è quello di cercare di offrire qualcosa di diverso. Può essere il concerto organizzato d’estate, la degustazione che organizziamo ogni anno, la mostra di Marco Lodola con le sculture luminose dell’anno scorso o quella di quest’anno. Non è nulla di lontano dal nostro Dna!.

Certamente non tutta l’arte viene si presta al discorso. In particolare la mostra Japan Pop ha visto l’intervento diretto dello staff dell’outlet. “Normalmente ci rivolgiamo a un fornitore e vediamo insieme a lui cosa si potrebbe fare. In questo caso l’idea è venuta da noi”.

“È un percorso che parte da Maurizio Galimberti (la prima mostra sui Floating Piers di Christo nel 2016), passa per Lodola che è pop e arriva ai giapponesi. La pop art è arte contemporanea che pensa al mondo del fashion quindi se vestiamo l’outlet di pop art noi siamo contemporanei lo stiamo vestendo in qualcosa che ben si lega al consumo. Ma non siamo solo un negozio, siamo una destinazione, oggi con un click puoi comprare qualsiasi cosa, perché la gente viene da noi? Perché trova un’ambientazione, un territorio. Siamo destinazione turistica, la decima in provincia di Brescia, su Trip Advisor siamo al prima nel Franciacorta. Abbiamo un bacino turistico importante rappresentato dal 30% di tedeschi e dal 12% di russi,  e quindi vestire l’outlet di eventi legati al territorio diventa una mission. Non una scatola messa lì che vende vestiti, ma parte del territorio, divulgatore ed eccellenza del territorio e attrazione turistica. a chi viene a visitarci da Milano ad esempio proponiamo una visita in una cantina del Franciacorta, un’esperienza che per un turista non è sempre facile organizzare. Siamo anche partner del consorzio Franciacorta in vista del Giro d’Italia che quest’anno passerà dal Franciacorta. avremo ancora una volta Lodola che ci porterà una scultura luminosa dedicata al Giro. Il 6 maggio chiuderà questa e il 10 maggio partirà la mostra Due ruote in rosa, proprio qui, e stiamo cercando di portare una bicicletta Bianchi storica. Lo sport da noi è presente con l’abbigliamento, tra due settimane aprirà da noi Philipp Plein sport, brand di abbigliamento sportivo di lusso”.

Ci sono delle statistiche su quanto il frequentatore visita queste mostre? “Ventimila persone sono entrate nella mostra di Lodola. Nella piazza dove c’è la Salomè passano mediamente 100mila persone a settimana, e tutti la vedranno”.

“Non vogliamo sostituirci a chi fa arte, noi dobbiamo proporre un’arte accessibile, facile. Questa mostra ha due livelli di lettura: è profonda interessante per chi vuole arrivare a un livello alto di lettura, altrimenti è molto giocosa, colorata, viva, suscita curiosità nella gente come il gonfiabile gigante”.

Cercate di coinvolgere il pubblico in che modo? “C’è un concorso, dev’esserci sempre una parte di intrattenimento, quando riesci a creare una piattaforma tutti i contenuti iniziano ad avere molto più senso anche per l’utente finale. Tra l’altro l’utenza è cambiata negli ultimi cinque anni in virtù del riposizionamento del centro, nato nel 2003. Oggi il target è più alto, costa di più del centro commerciale perché il posizionamento dei brand è più alto: accessibile ma non basso. Noi commercializziamo non per prodotto ma per brand, per l’80% moda”.

Il connubio retail e arte è spiegato molto bene bene anche da Christian Gangitano, curatore della mostra Japan Pop e grande conoscitore di arte nipponica.

«I musei sono i luoghi dove le opere vengono storicizzate ma finiscono come in un cimitero degli elefanti. Il luogo vivo è l’outlet, è perfetto perché l’arte contemporanea vive in mezzo ai brand, ai prodotti in un dialogo oggi molto vivo. Basti pensare alle capsule come quelle dello stesso Murakami Takashi e di Jeff Koons per Louis Vuitton, oggi gli artisti si danno da fare in questa direzione e dialogano con i brand”.

Legato alla mostra al Franciacorta Outlet Village c’è il concorso “Destination Japan”: l’opportunità di vincere un viaggio in Giappone per due persone. Il concorso, che durerà per tutto il periodo della mostra, prevede che per ogni acquisto (a partire da 50 euro) con Village Card sarà possibile partecipare all’estrazione finale del viaggio in Giappone – in collaborazione con Blueberry Travel Company – e di vincere Gift Card Land of Fashion del valore sino a 200 euro.