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10 GIUGNO/LUGLIO 2018 È il momento degli iGens Ma ormai è arrivata la nuova generazione, ribattezzata Generazione Z, o iGens, o ancora post-Millennial. Sono i nati tra gli ultimissimi anni ’90 e il 2010, figli in gran parte della Generazione X: quelli che devono il loro nome a Douglas Coupland, ritenuti fannulloni, precari e senza obiettivi e che, a differenza dei loro genitori Baby boomer, hanno messo su famiglia non più giovanissimi. Gli iGens nella tecnologia ci sono nati e i social media sono il loro pane quotidiano. Il più vecchio di loro ha forse poco più di 20 anni e tanti vivono ancora con i genitori, ma nel giro di poco tempo rappresenteranno un gruppo consistente di consumatori, con caratteri- stiche e richieste ben precise. Secondo una ricerca di Mintel condotta negli Stati Uniti, a differenza dei Millennial gli iGens sono cresciuti durante la recessione e la minaccia del terrorismo, e quindi tendono a essere più pragmatici e responsabili delle generazioni che li hanno preceduti. Per esempio, il 67% di loro ha dichiarato di evitare abitudini poco salutari come il bere eccessivo e il fumo, a differenza del 56% dei Millennial. Se bevono, oltre la metà sceglie di farlo a casa: più sicuro e oltretutto più comodo, in tempi di food delivery. È ancora presto per dire se la Generazione Z cambierà il mercato degli alcolici, ma nel frattempo da una ri- MILLENNIAL VS. BABY BOOMER Millennial Baby boomer Vuole conoscere tutti i retroscena 80% 63% Vuole capire come viene prodotto ciò che mangia 81% 65% È disposto a pagare di più per cibi salutari 81% 67% L’ecologia dei prodotti influenza le decisioni d’acquisto 89% 81% Controlla l’impatto sociale/ambientale dei prodotti sulle etichette 51% 12% Fonte: Nielsen, campione di 30.000 persone in 63 Paesi LA GENERAZIONE Z RAPPRESENTA CIRCA IL 27% DELLA POPOLAZIONE GLOBALE E SPENDE IN CIBO IL 20% IN PIÙ DI QUANTO FACESSERO I MILLENNIAL ALLA LORO ETÀ cerca della US investment bank Piper Jaffray (fonte: just-food.com) emerge che i teenager di oggi spendono in ci- bo il 20% in più di quanto facessero i Millennial nel 2003. E secondo un recente report della britannica Univer- sity Caterers Organisation il 75% dei teenager si considera foodie. Questo gruppo rappresenta circa il 27% della popolazione globale, e va da sé che le aziende alimentari dovrebbero co- minciare seriamente a monitorarlo e a cogliere le opportunità. In Unilever lo stanno già facendo: sul sito americano di Unilever Food Solu- tions si trovano alcune indicazioni sul profilo della Generazione Z e sulle loro richieste in fatto di alimentazione. Per esempio, sono informati sul tema della nutrizione, cercano le parole “fresco”, “biologico” e “sostenibile” (sono stati educati dai loro genitori), amano i piatti etnici (che, per inciso, non chiamano etnici perché per loro sono già main- stream) e lo snacking, si aspettano di trovare su internet gli operatori della ristorazione e di ricevere le consegne a casa. S SCENARI
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