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12 GIUGNO/LUGLIO 2018 RIFLESSI DAL FUTURO VENDITE DI ORTOFRUTTA ON LINE: L’ESPERIMENTO DI AMAZON A SEATTLE BYPASSA LA PESATURA DEL PRODOTTO E PUNTA SULLA STANDARDIZZAZIONE DELLE MERCI L e innovazioni più impattanti, molto spesso, hanno una vestemoltomodesta e inapparen- te. Così, accade che chi ci chiede quale sia quella più rilevante osservata recentemente nel settore grocery statunitense resti stupito nel sentirci dire: le Price Look Up (PLU) applicate, in modo sempre più sistematico, dalla distribuzione americana. Dietro le etichette adesive incollate alla frutta e a molte verdure si cela, infatti, una lenta (ma non tanto), ine- sorabile pressione su quelle filiere per omologare quei prodotti sfusi e deperibili a quelli industriali confezio- nati. Attaccare un’etichetta ad una patata può sembrare un fatto piuttosto banale. Al contrario, la sua portata sarà devastante per molti comparti agricoli che oggi sono chiamati dall’apertura dei mercati internazionali a confrontarsi su un piano di efficienza oltremodo sfi- dante e selettivo. Se i retailer classici sembrano ancora non fare un uso sistematico ed intensivo di questo metodo di ricono- Sfida all’efficienza di Amagi (Tirelli Associati) Linee robotizzate e spettro-fotometria Tutto questo è e sarà reso possibile dall’applica- zione di tecnologie già disponibili anche in Italia. Oltre alle linee robotizzate che selezionano per peso, dimensione e colore i frutti e le verdure (non in foglie) l’uso della spettro-fotometria per la de- terminazione non-distruttiva degli usuali parametri di PH, Brix, maturazione e finanche dei contenuti fito-nutrizionali (decisamente più complessa!) permette di porre la qualità garantita entro bande più o meno ristrette. Ciò consentirà ad Amazon di attenuare l’enorme problema dei complaint su queste merceologie. Per inciso, Amagi assieme al Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano ha condotto una riuscita sperimentazione spettro-fotometrica guidata dall’ing. Riccardo Guidetti, su pomodori e carote, sperimentazione caduta, però, nell’assoluta indifferenza delle catene della distribuzione italiana. Il progetto di Amazon avrà, quindi, come “conditio sine qua non” l’utilizzo delle PLU, apposte come richiesto, dai suoi fornitori. Va ricordato che, tra le altre informazioni, vi sono quelle importanti relative al metodo di coltivazione. 1) Se la PLU ha 4 cifre, ciò significa che il prodotto è stato coltivato con- venzionalmente o “tradizionalmente” con l’uso di fitofarmaci; 2) Con 5 numeri che iniziano per “8”, significa che il frutto è OGM; 3) Se compare il “9”, il prodotto deriva da coltivazione biologica. Questi prerequisiti, aggiunti alle caratteristiche spe- cifiche della partita messa in vendita, consentono oggi ad Amazon di raccontare una storia, sintetiz- zata nelle immagini a fianco, ovvero la provenienza (enfatizzando l’eventuale Km-Zero), il tipo di coltiva- zione, eventualmente il cultivar e, progressivamente nel tempo, ogni altro tipo di informazione utile a guidare il cliente: la stagionalità, l’ANDI Score, i gradi Brix, ecc. Si noti, peraltro, un particolare del sito di Amazon: cioè, la cronologia degli acquisti pregressi, con- sentita ovviamente dalla vendita personalizzata implicita nell’online. Quale potrà essere, allora, la potenza di questi dati ai fini della promozionalità one-to-one di questi prodotti deperibili? Basti
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