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18 GIUGNO/LUGLIO 2018 versificazione del prodotto attraverso varie forme di promozione al consumatore, rendeva la durata delle campagne sempre più effimera. Nel 1970, avendo Read nobilitato un po’ il nome della catena cambiandolo in “Canned Foods” e av- viata la prima espansione in Oregon, il modello si irrobustì , con la firma di un accordo formale con la Del Monte Foods, che, negli anni a venire, sarebbe stato seguito da quelli con ConAgra, Quaker Oats, Revlon, Kellogg’s, Philsbury, Ghirardelli, General Mills, Oscar Mayer, Kraft e tanti altri nomi prestigiosi che non si vergognarono più di essere presenti in quegli outlet del largo consumo. La storia proseguì con il subentro, nel 1982, dei figli Steven e Peter, al padre e alla guida di circa 50 stores collocati essenzialmente nella California centrale. In- fine nel 1987 avvenne il cambio del nome con l’attuale Grocery Outlet (Bargain Market). Il network oggi Oggi l’azienda, pur essendo controllata dal fondo Hel- lman & Friedman, è gestita da MacGregor Read, terza generazione della stessa famiglia. Il suo network conta 270 supermercati in California, Idaho, Nevada, Oregon eWashington più Pennsylvania e pare abbia in progetto una crescita imminente con altri 25 store e un piano strategico di espansione in altri stati. Il tutto si condensa in un giro d’affari che supera 1,5 miliardi di dollari, con una produttività al metro quadro di quasi 5.000 $ e di circa 130-140mila $ per dipendente, che costituiscono dei notevoli parametri di efficienza, visto il basso valore unitario del venduto. Parte della spiegazione con- siste in due fattori: il primo è la formula organizzativa adottata, simile al franchi- sing, che coinvolge famiglie di retailer indipendenti a cui vengono offerti, per l’avviamento, location e magazzino; il secondo è la tecnica dell’ opportunistic buying per quanto riguarda il grocery (food e non-food), combinata con un as- sortimento più profondo (almeno 8.000 referenze su 1.300-1.500 metri quadri) e qualificato, ovvero prodotti refrigerati (formaggi e latticini) e deperibili (or- tofrutta e macelleria), sino a referenze della linea salutistica Nosh. In questo senso, Grocery Outlet ha raf- forzato il proprio posizionamento ser- vendo non più e soltanto le fasce meno abbientidellapopolazione,ma ancheuna clientela (giovanile in particolare) GROCERY OUTLET OGGI GROCERY OUTLET NON SERVE PIÙ SOLTANTO LE FASCE MENO ABBIENTI DELLA POPOLAZIONE, MA ANCHE UNA CLIENTELA DISAFFEZIONATA VERSO IL MITO DELLA MARCA

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