inStore_23
I CONCEPT STORE DI RINALDINI PASTRY, PROGETTATI COME UNA VERA E PROPRIA BOUTIQUE DI MODA DEL FOOD, OFFRIRANNO AI CLIENTI ANCHE CAFFETTERIA E PICCOLA RISTORAZIONE SALATA 23 GIUGNO/LUGLIO 2018 nostro paese la contrazione degli acquisti fisici è reale, è altrettanto evidente l’aumento di chi, all’interno del mall, consuma pasti e bevande, cercando anche nuo- ve esperienze dovute al cambiamento di approccio ai centri commerciali e a nuovi stili di vita e di consumo. Strategie per il food I singoli tenants di food & beverage devono quindi trovare una precisa identità e nuove idee per “cavalcare l’onda” di questo trend in decisa crescita: Birra&Brace ci crede, con un piano di sviluppo rivolto soprattutto alla sua presenza nei centri commerciali che prevede, entro il prossimo anno, di arrivare a 12 ristoranti in tutto il territorio, dopo essere partito, nel 2015, nel nord Italia, considerata area test. Il suo format è destinato a un ampio target, originariamente orientato alle fami- glie (è sempre presente un’area bimbi sorvegliata per garantire ai clienti la miglior esperienza possibile) ma che ha conquistato nel tempo pressoché tutti i segmen- ti: ciascun punto vendita possiede una forte identità visiva e ciascun layout è progettato e caratterizzato in maniera modulare per un’ideale riduzione dei costi di servizio e per potersi inserire con facilità ed efficacia negli spazi propri dei più moderni centri commerciali. Una strategia d’impresa che ha alcuni punti in comune, ferme restando alcune diversità di business plan che permettono a ciascun player di differenziarsi e di crearsi una precisa identità, con Rinaldini Pastry : l’azienda, già caratterizzata da un forte nome “di richiamo” per esperti e addetti ai lavori, entro i prossimi cinque anni aprirà 30 concept store, diretti e indiretti, in Italia e nelle maggiori capitali europee ai quali affiancherà un progetto di franchising importante. L’obiettivo è quello no comunque a crescere, a dispetto di allarmismi, in parte giustificati, riguar- danti i cosiddetti “dead mall” (realtà so- prattutto,ma non solo, americana dovuta quasi in egual misura alla crescita espo- nenziale dell’e-commerce e alla presenza di nuovi centri commerciali piùmoderni e attrattivi); gli investitori sono in larga parte europei, nel nostro paese, e con idee progettuali ben chiare. Architetti e progettisti ipotizzano infatti spazi che rimandino direttamente all’antica piazza di paese, quasi un’agorà che permetta al potenziale acquirente del futuro di fruire della socialità del mall; una ten- denza, questa, che deriva direttamente dalle più recenti esperienze proprie dei paesi asiatici, dove il medio-basso target socio-economico e i ridotti spazi abitativi favoriscono la socialità all’interno dei centri commerciali che, oltre all’aria con- dizionata, offrono tutti i comfort neces- sari. Nel nostro paese trend di crescita, fatturato e sviluppo dei mall presentano situazioni diverse: se, com’era prevedi- bile, il nord continua a crescere (e si prosegue a progettare ed edificare), “nu- trito” da un alto tenore di vita, il centro si presenta stagnante, diversamente dal sud Italia che conosce segnali di sicuro interesse, riconducibili alle scarse possi- bilità di socializzazione e svago di gran parte delle città del meridione e al basso appeal dell’e-commerce. E-commerce che invece la fa sempre più da padrone al nord (con percentuali di incremento annuo costanti) determinando crisi di vendita negli store fisici. La ricetta per uscirne, secondo gli esperti? Maggiore interazione tra negozio e on-line (come stimolo per il retailer), store esperien- ziali, personale formato e motivato (per arginare il più possibile il cosiddetto fenomeno del “pain point”, il disagio nel punto vendita, che sempre più allonta- na il potenziale acquirente). Gli utopisti delineano quindi il centro commerciale del futuro, che immaginanomodulabile e modificabile per adattarsi alle futu- re necessità e desideri dei clienti, con camerini virtuali (che quindi saranno veri e propri show room), spazi specifici votati all’intrattenimento, maggiori e più completi servizi; una parte centrale e importante dovrà essere dedicata al food & beverage, perché se è vero che nel
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MTg0NzE=