inStore_23
A ll’inizio ho pensato che scherzasse. Poi la “couponista” (sua la definizione) si èpalesata in tutto il suo fervore e allora mi sono resa conto di quanto vasto sia l’universo delle promozioni e degli appassionati che vi gravitano intorno. L’aspetto più spiazzante è quello degli incastri: tra social, app, brand del LCC, insegne e consumatori. Un gioco al rimpallo che coinvolge iniziative promozionali, attività di redemption, comunicazione e recensioni finali con il rating (spesso impietoso e senza veli) di chi le ha provate. Una realtà parallela in cui la conquista dello sconto, del payback o del premio non è più l’obiettivo finale, ma uno dei componenti di un gioco complesso in cui, sempre più spesso, protagonista è la comunità social (moderata su Face- book, YouTube o Telegram dalla sapida regia di conduttori naif). E il bello è che non si finisce mai: da una promozione si passa all’altra, trasportati dall’ondadell’entusiasmoedel passa parola. E attenzione agli intrusi perché in quel caso i fedelis- simi si stringono, sodali tra loro, pronti a isolare l’infiltrato. Unverouniverso, regolatodanormenonscrittema ferree, da un galateo virtuale, ma rigoroso. Il tutto propalato da una forma di comunicazione ubiqua e pervasiva – come solo quella social può essere – e bendiversa da quella, decisamente è più “antica”, affidata ai volantini. Infatti, le meccaniche tradizionali – conferma Iri a pag. 42 – perdono efficacia. Quello che premia oggi è una maggior qualità , ma anche un nuovo modo di comunicare il valore del prodotto. E se quello che non piace è la difficoltà ad acce- dere alle varie promozioni tradizionali (per via del prezzo o dei volumi di acquisto troppo elevati ) – parola dei netsurfer da pag. 46 – ecco allora spiegato perché il canale parallelo – che passa dai coupon digitali e dai canali social – è la forma sempre più privilegiata. Non solo dai giovanissimi. Anzi. Nell’impietosa ma funzionale classificazione per logiche anagrafiche la “vocazione smanettona” non è più (ma for- se non è mai stata) solo appannaggio dei nativi digitali. Anche i baby boomers, infatti, hanno abbracciato in pieno la rivoluzione digitale e le sue logiche comunicative (da pag.8). Se sul fronte delle promozioni si guarda volentieri a un ap- procciodiverso, qualcosadimolto simile accade anche altrove. Nel mondo del food, per esempio, dove nel pervasivo mood di divesificazione rispetto al passato, si fanno strada nuovi concept, nuove occasioni di consumo, nuove tipologie di prodotto, nuovi spazi (da pag. 22) e nuovi modi di fare ristorazione. Come nel caso di Jollibee la catena di fast food filippina che guarda all’Italia come trampolino per l’Europa (da pag. 30). Ed è così che si ripensa pure il contenitore: il centro commerciale perde alcune sue classifiche funzionalità per acquisire sfumature diverse, focalizzandosi sulle più svariate declinazioni gastronomiche (da pag. 26) o introdu- cendo un plusvalore fondato sull’esperenzialità (da pag. 36). In questa apertura verso nuove suggestioni c’è ancora spa- zio, però. Qualche lacuna può ancora essere colmata, magari im- portando – mutatis mutandis – il modello a stelle strisce di Grocery Outlet, extreme value discount improntato alla frugalità (da pag. 16). In chiusura di questo excursus sui contenuti del numero, ancora due temi da segnalare: la spiccata propensione verso l’export, ribadita dalle testimonianze aziendali del settore caseario (da pag. 48) e i nuovi scenari che l’e-commerce potrà aprire a brevissimo, portando a una standardizzazione sempre più spinta anche nell’ortofrutta (da pag. 12). Asuggellodi unconcettogià acquisito: la forza “rivoluzionaria” di alcuni canali distributivi, capaci di impattareprofondamente sulla tradizione. Carmela Ignaccolo EDITORIALE “Non fiori ma coupon, please”.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MTg0NzE=