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36 GIUGNO/LUGLIO 2018 CONCEPT CENTRO COMMERCIALE DI GAVIRATE: IL NUOVO CINEMA, INTEGRATO ALLA RINNOVATA FOOD COURT, SCOMMETTE SU UN’ESPERIENZA UNICA di Carmela Ignaccolo Come ti ripenso il Multisala L a sfida non è da poco. Nell’era della tv on demand, progettare un cinema multisala all’internodi un centro commerciale richiede infatti una buona dose di coraggio e un’idea ben chiara di ciò che si vuole proporre al pubblico. E Tomaso Piantini , architetto dello studio milanese Hit arcHITects, che ha curato il progetto e la realizza- zione del Multisala Electric al quinto piano del Centro commerciale Campo dei Fiori a Gavirate, certo lo ha ben presente quando ci spiega i requisiti oggi irrinun- ciabili per un multisala che voglia essere all’altezza delle aspettative del nuovo spettatore. “La prima prerogativa è che abbia livelli qualitativi molto elevati. Per spettatori ormai avvezzi alla fruizione con- tinua di contenuti multimediali, il cinema può ancora rivelarsi interessante, infatti, solo se diviene “un’espe- rienza superiore”. Questo l’assunto di partenza. Da qui abbiamo sviluppato il progetto, con l’intento di proporre un percorso composito che trovi il suo climax nella proiezione, ma che sia corredato -prima e dopo la vi- sione del film - da un’esperienza sensoriale correlata e complementare. Abbiamo in pratica lavorato perché il cinema fosse, per lo spettatore, protagonista fino all’iniziodella proiezione; “si annullasse” temporaneamente durante la visione del film, per poi ricomparire alla fine, riaccompagnando il pubblico all’uscita”. Parlava di un’esperienza superiore: cosa significa? Ispirare nel nostro pubblico sensazioni peculiari, stretta- mente connotate al luogo, capaci di suscitare apprezza- mento e di dare unamotivazione per ritornare. Per questo abbiamo lavorato su una qualità audio superiore e su schermi di dimensioni ampiamente maggiori alla media. Inottica strutturale come viene integrato ilmultisala all’interno dello shopping center? Abbiamo immaginato una hall ottagonale caratterizzata da colori e trasparenze, una sorta di punto di snodo da cui dirigersi all’area ristorazione o verso il cinema; in questa area è statodato spazio all’automazione con l’istal- lazione di tornelli e casse automatiche. Alle sale si accede attraverso corridoi in penombra, illuminati da fasci di luce (una sorta di preparazione all’oscurità che accompagnerà la proiezione),mentre le sale, meta del percorso, introducono lo spettatore in un ambiente accogliente dove barre led domotiche predispongo- no scenari collegati alla tipologia di film di volta in volta proposta. La luce guida il progetto e detta il ritmo dello spazio, il colore della luce ne guida le emozioni. All’interno del cinema è lei la vera protagonista fino all’inizio della proiezione: ed è stato il lavoro più com- plesso. L’utilizzodei led è stata una sfida tecnologica che ha permessodi rendere lo spazio vivo (img. 1). L’illuminazione inizia nella hall (img. 2) e finisce nelle sale. Cambiando colore ed intensità comunica scenari e situazioni diverse e ha così permesso di rendere lo spazio comunicativo riducendo al minimo cartelli e informazioni scritte e verbali (img. 3). Tutto il sistema è controllato da micro processori collegati alle cabine di pro- iezione così da rendere l’illuminazione e il contenitore (il cinema) parte integrante dellaproiezione edell’esperienza acqui- stata con il biglietto (img 4). Tutti i led sono dimmerabili e la metà rgb, ciò garantisce la massima flessi- bilità; per lo stesso scopo ogni linea di luce è indipendente ed offre il controllo puntuale della luce. IL RUOLO DELL’ILLUMINAZIONE 1 2 3 4

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