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41 GIUGNO/LUGLIO 2018 La realtà aumentata, una risorsa pronta per il negozio Ma laddove non fosse possibile creare un eco-sistema interattivo per emozionare i consumatori, oggi il Retail dispone di una grande risorsa: la realtà aumentata, una tecnologia che sta entrando nei settori dell’arredamento, della moda, dei cosmetici e altri ancora. Restando nell’ambito degli elettrodomestici, l’effetto di questa scelta è stato evidente all’ultima edizione dell’IFA, la Fiera Internazionale dell’elettronica di consumo che si svolge annualmente in Germania. Lo scorso settem- bre, un marchio estremamente noto come Hoover ha scelto di presentare la sua cucina connessa attraverso l’uso della realtà virtuale, con il quale i visitatori hanno potuto osservare attraverso un visore gli apparecchi della cucina inseriti in un ambiente domestico e messi in funzione. In questomodo, oltre ad attirare il pubblico divertito e interessato al proprio stand, l’azienda ha anche potuto mostrare le funzioni e le potenzialità dei propri prodotti in maniera molto efficace, tanto che lo stesso Beppe Fumagalli, CEO di Candy Group, di cui il brand Hoover fa parte, ha dichiarato l’intenzione di estendere il sistema ai propri showroom. E sono tante altre le aziende che hanno adottato questo tipo di strategia, come IKEA, Sephora o Lego, per fare qualche nome. S sua storia: il lancio dell’Internet of Things (IoT), ambitodel quale si parladaanni,ma di cui ancora nei negozi si è visto poco. L’Internet of Things è l’insieme delle tec- nologie che permetto a elettrodomestici e dispositivielettronicidivariotipodiessere controllatiegestitiattraversosmartphone, ma anche di dialogare tra loro, offrendo ai consumatori funzioni molto evolute, ben- ché molto più concrete di quanto si pensi. Solo per fare qualche esempio, attraverso lo smartphone è possibile accendere e spegnere il condizionatore anche se si è fuori casa; il frigorifero invia, invece, una notifica con foto del suo contenuto, che l’utente può guardare al supermerca- to mentre fa la spesa; la cappa aspirante si attiva da sola non appena si accende il piano cottura; l’asciugatrice riceve le impostazioni tramite un messaggio invia- to dalla lavatrice e imposta i parametri adeguati per asciugare il bucato appena lavato. Tutto ciò è possibile grazie al fat- to che gli elettrodomestici sono dotati di connessione Wi-Fi, creando così quella che ormai viene definita ‘smarthome’, la casa intelligente. Avere a disposizione prodotti del genere in negozio fa capire come questo settore si presti in maniera particolare a inizia- tive di marketing emozionale in-store: potenzialmente basterebbe attivare i prodotti esposti in negozio e mostrare al pubblico cosa sanno fare. Si pensi al forte impatto che hanno le enormi pareti di televisori di nuova ge- nerazione accesi nei negozi di elettro- domestici. Basterebbe spegnerli all’im- provviso e la magia svanirebbe subito. Secondo teorie di marketing emozionale, a ogni stimolo corrisponde una sensazione precisa che, secondo gli esperti è misurabile in base alle reazioni chimiche che l’organismo produce abitualmente quando sperimenta sensazioni piacevoli o meno. In questo processo i cinque sensi sono protagonisti assoluti e in negozio lo stimolo positivo di ognuno di essi è un’importante strategia da mettere in campo. Non c’è bisogno di ribadire quanto in un punto vendita il mix di luci e colori sia in grado di trasformare l’ambiente e di attirare l’attenzione. Il ruolo fondamentale delle percezioni visive è ben noto all’industria di qualsiasi settore, che seleziona forme e colori dei prodotti e del packaging con estrema attenzione. E se la vista è senza dubbio il senso numero uno da sollecitare, gli altri quattro non vanno comunque trascurati. Basti pensare che, una fragranza piacevole nell’aria aumenta il tempo di sosta in quella zona. LA FORZA DEI SENSI

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