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50 GIUGNO/LUGLIO 2018 questi mercati con una qualità altissima. Il nuovo snack di for- maggio Granarolo Cheese Cri- sps è stato sviluppato avendo in mente soprattutto i mercati esteri, in particolare gli Usa». Per chi lavora con grandi DOP, esportare è imprescindibile. «L’export attualmente pesa meno del 15% sul nostro fatturato – spie- ga Massimo Estrinelli , managing director di recente nomina di Fer- rari Formaggi – ma per questo ha ampi margini di sviluppo. All’estero c’è molta richiesta “di Italia”, anche se non in tutti i mercati si è arrivati a un ricono- scimento della qualità e del valore ad essa associato. Noi dobbiamo lavorare per realizzare una proposta di qualità e servizio che crei valore, con un’offerta mirata che valorizzi le caratteristiche, la provenienza e la lavorazione dei prodotti. Il nostro obiettivo è raf- forzarci dove già siamo (Germania, Francia e Belgio) e sviluppare nuovi business in Asia, in particolare in Cina. Guardiamo anche al Nord America, dove abbiamo margini di miglioramento». Estrinelli non sembra particolarmente preoccupato per il fenomeno dell’Italian Sounding. «Paradossalmente credo che sia un’opportunità – sostiene –. Più c’è domanda di Italia, più c’è spazio per il prodotto italia- no. Sarebbe peggio se non ci fosse domanda, perché significherebbe che ci sono minori aree potenziali da aggredire. Per anni ci siamo illusi che bastasse avere i migliori prodotti al mondo per con- quistare i mercati. Invece no, per avere successo all’estero bisogna valorizzare al meglio l’offerta importante che ab- biamo: offrire packaging evoluti, capire i differenti utilizzi nei diversi mercati, avere un posizionamento di prezzo so- stenibile ma coerente con la qualità che offriamo. Senza queste attenzioni, può prevalere l’italian sounding». Il ruolo dei consorzi I consorzi non possono commercia- lizzare questo o quel prodotto, ma possono favorirne la conoscenza sui mercati internazionale, organizzando azioni promozionali. Tra i formaggi italiani più graditi ai con- sumatori stranieri figura il Gorgonzola. «All’estero piacemoltissimo – commenta Angelo Belletti , del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola – anche se nel 2017 abbiamo avuto un leggerissimo calo (poco più di un pun- to percentuale) delle esportazioni. Il mercato principale è l’Europa (30% del Gorgonzola prodotto sono venduti in Europa). Il primo importatore è la Fran- cia, seguita da Germania, nord Europa, Regno Unito. Ora stiamo puntando sui paesi dell’Est (polonia, Ungheria…)». Il consorzio dedica il 50% del budget pubblicitario (circa 2 milioni di euro/ anno) alla promozione all’estero, attra- verso i social e il web. Ma non sempre si muove da solo. «Attraverso fondi mi- nisteriali – sottolinea – facciamo azioni condivise con altri formaggi DOP. Massimo Estrinelli, managing director di Ferrari Formaggi 50% DEL BUDGET PUBBLICITARIO È SPESO PER LE PROMOZIONI DEL GORGONZOLA ALL’ESTERO FORMAGGI
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