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4 GIUGNO/LUGLIO 2018 ITINERARI Aumento dell’Iva nel 2019? Un punto e mezzo di maggiore inflazione IL DOSSIER IVA NON TARDERÀ A DIVENTARE IL LORO PRIMO PENSIERO. STIAMO PARLANDO DI UN REBUS DI NON FACILE SOLUZIONE: TROVARE LA COPERTURA DI 12,4 MILIARDI DI EURO E DISINNESCARE LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA OPPURE CEDERE AL RIALZO DELLE ALIQUOTE IVA di Fulvio Bersanetti, REF Ricerche R inviata all’anno venturo dall’ultima Legge di bilancio, la questione è tornata prepo- tentemente nel dibattito e nell’agenda poli- tica ed economica del Paese. Qualcosa andrà studiato nell’ambito della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e poi nella legge di Bilancio del prossimo ottobre: in assenza di interventi dedicati, ad esempio una riduzione della spesa improduttiva o una revisione delle agevolazioni e delle detrazioni fiscali, il prossimo 1° gennaio 2019 l’aliquota inter- media salirà dal 10 al 12% e quella ordinaria dal 22 al 24,2% a garanzia dei saldi del bilancio pubblico. Per un settore come quello del largo consumo non esiste scenario peggiore: un inasprimento della tassazione indiretta contribuisce a deprimere i consumi finali, determinando un effetto depressivo sulla produzione a monte, che nel settore alimentare ha peraltro una forte componente interna. Prima di misurare l’impatto del provvedimento, è utile rammentare la struttura della tassazione che nel nostro Paese grava sui consumi e che già oggi si attesta sui valori massimi nel confronto con il resto d’Europa. 24,2% QUESTA POTREBBE ESSERE LA NUOVA QUOTA ORDINARIA IVA DA GENNAIO 2019 L’articolazione dell’Iva si basa su tre diffe- renti livelli: l’aliquota super-ridotta (pari al 4%) si applica ai generi alimentari di primanecessità, comepane, farina, pasta, riso, latte frescoe suoi derivati, olioe tutta la frutta e la verdura fresca o surgelata. Si aggiungono a questo gruppo anche i libri, i quotidiani, i periodici e le riviste cartacee (sui prodotti editoriali online l’agevolazione non trova invece applica- zione), ancora le attrezzature sanitarie, gli abbonamenti alla radio-televisione pubblica (alle emittenti private si appli- ca l’aliquota del 10%), gli acquisti legati alla prima casa. Per il caso dell’alimen- tazione la ratio dell’agevolazione risiede nell’intentodi compensare la regressività dell’Iva perseguendo attraverso leminori aliquote un effetto redistributivo, dato che la spesa per generi di prima necessità incide in misura maggiore sulle classi sociali meno abbienti.

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