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5 GIUGNO/LUGLIO 2018 Per quantificare l’effetto sull’inflazione complessiva, occorre tenere in considerazione, insieme al valore del- le potenziali nuove aliquote, anche l’incidenza di cui ciascun bene o servizio è accreditato sulla spesa delle famiglie. Il conteggio restituisce un’aliquota media di partenza pre intervento pari al 13,9% nel 2018: nell’i- potesi di entrata in vigore del provvedimento, l’aliquota media salirebbe al 15,4% e da ciò discenderebbe un impatto a regime nell’ordine di oltre un punto di mag- giore inflazione. In questa situazione, la dinamica dei prezzi al consumo potrebbe anche superare la soglia del 2%, su valori che nelle serie storiche mancavano addirittura dal 2012. Il peso maggiore di tale aumento andrebbe a gravare sull’aggregato dei beni non alimentari, degli energetici e dei tabacchi, con un aggravio di oltre 2 punti. Più limitato l’impatto sui prezzi al dettaglio dei generi alimentari (poco meno di un punto di maggiore in- flazione), dove l’effetto più consistente si andrebbe a scaricare solo sulle bevande. In conclusione, giova sottolineare che modalità e tempi- stiche della traslazione sul prezzo finale possono variare a secondadell’andamentodel cicloeconomico, risultando parziale o anche eccedere la stima contabile: in un qua- dro caratterizzato da una spiccata incertezza, l’aumento dell’Iva andrebbe certamente a deprimere i consumi, in una misura che potrebbe anche essere equivalente rispetto all’intervento fiscale. Evitarlo a tutti i costi sarà la prima e più importante sfida del prossimo governo. S L’aliquota agevolata o ridotta (pari al 10%) insiste su alcune tipologie di pro- dotti alimentari considerati non di pri- missima necessità, come salumi, carni, pesce, tè, cacao e prodotti a base di cioccolato, zucchero e biscotti. Vi sono poi tutta una serie di servizi che bene- ficiano di una aliquota ridotta, da quelli ricettivi alla ristorazione, dai trasporti al tempo libero, oltre ai medicinali ed alle tariffe dell’energia elettrica e dell’acqua potabile. Nel caso di queste tipologie di servizi, il beneficio dell’aliquota ridotta si giustifica con il sostegno offerto alla domanda di beni e servizi ad elevato impiego di manodopera non qualifica- ta e, per questa via, con un contributo all’occupazione per professioni a basso livello di educazione ed un conseguente contrasto all’economia sommersa. L’aliquota ordinaria, infine, si applica ai restanti beni e servizi (per un totale pari a circa la metà dei consumi delle famiglie), sulla gran parte delle bevande (acqua minerale, vino, birra, caffè), su tutto il comparto dell’abbigliamento e delle calzature, mobili, elettrodomestici ed in generale su tutti i beni non ali- mentari, comprese le autovetture. IVA: VECCHIO E NUOVO REGIME A CONFRONTO Comparto % sui consumi Aliquota media 2018 Aliquota media 2019 Delta Alimentari 18% 8,2% 9,1% 0,9% Non alimentari 23% 21,1% 23,2% 2,1% Energetici 9% 18,9% 20,9% 2,0% Servizi 36% 12,6% 14,0% 1,5% Tariffe 9% 7,8% 8,8% 1,0% Affitti 4% 0,0% 0,0% 0,0% Tabacchi 2% 22,0% 24,2% 2,2% TOTALE 100% 13,9% 15,4% 1,5% Fonte: REF Ricerche su dati Istat 15,4% CIFRA A CUI SALIREBBE L’ALIQUOTA MEDIA IVA ALL’ENTRATA IN VIGORE DEL PROVVEDIMENTO

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